Centro Visione Pedrotti | L’Occhio
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L’Occhio

LA MIOPIA

Il miope ha una “vista corta”, in altre parole vede bene da vicino e male da lontano.
Nella grande maggioranza dei casi la miopia dipende dal fatto che l’occhio è più lungo del normale (l’occhio di norma è lungo 23 mm.). La miopia può essere lieve (entro le tre diottrie), modesta (entro le otto diottrie), elevata (fino e oltre le venti diottrie).
Nella miopia lieve l’occhio non presenta in genere alterazioni e, una volta corretto con opportuni occhiali, la visione è ottima e raggiunge i dieci decimi di vista.
Nella miopia elevata invece, l’occhio è spesso affetto da gravi alterazioni degenerative a carico delle sue delicate strutture interne, specie la retina. Di conseguenza può andare incontro a deterioramento visivo per gravi complicanze quali emorragie retiniche, distacco di retina, cataratta e glaucoma.
Tali patologie sono molto più frequenti nell’occhio miope rispetto all’occhio normale. È appunto per tale motivo che il paziente miope dev’essere periodicamente controllato, non tanto per correggere gli occhiali o lenti a contatto, quanto per prevenire le possibili insidiose e temibili complicazioni.

SEMPLICI CONSIGLI PER NON AFFATICARE E DANNEGGIARE I NOSTRI OCCHI

Molti problemi dell’occhio e della visione sono il risultato di sollecitazioni prolungate, per troppo tempo e in modo errato. Meglio allora agire di anticipo e mettere in pratica alcune semplici regole di igiene visiva. Sono consigli di carattere generale che valgono per tutti e soprattutto per chi ha già problemi di occhi. Ecco allora che cosa fare.

  • Mentre si lavora al computer o si legge o si studia, a intervalli regolari, sollevare lo sguardo e osservare un punto distante. È bene cioè ogni tanto alternare alla visione ravvicinata la visione a distanza. Ciò restituisce elasticità a quei muscoli oculari (muscolo ciliare) impegnati nella messa a fuoco per vicino. Questo vale sempre se si svolgono compiti che impegnano, a distanza ravvicinata, per ore l’apparato visivo.

  • Mantenere un’illuminazione sul piano di lavoro tre volte maggiore rispetto al resto della stanza. Evitare però di tenere solo una lampada posizionata sulla scrivania e il resto dell’ambiente buio, perchè anche questo rappresenta uno stress ulteriore per gli occhi.

  • Chi lavora al computer è bene che usi sistematicamente lacrime artificiali. Succede infatti che per paura di perdere la videata il soggetto ammichi (sbatta le palpebre) molto meno frequentemente del solito. Questo provoca una progressiva secchezza dell’occhio perchè le lacrime velocemente evaporano e così la cornea non adeguatamente idratata soffre, tale situazione è chiamata “sindrome da disconforto oculare”. È bene quando ci si applica al videoterminale, che il clima della stanza non sia troppo secco, battere frequentemente le palpebre e soprattutto usare lacrime artificiali, meglio in monodose. La luce soffusa che illumina la stanza non deve mai riflettersi sullo schermo del videoterminale.

  • Il monitor va posizionato di fronte e verticalmente ad una distanza di lavoro di 50-70 cm. La posizione superiore dello schermo deve essere circa un pò inferiore all’altezza degli occhi dell’operatore al fine di evitare contratture dei muscoli del collo.

Davanti o dietro il monitor non devono esserci finestre nè altre fonti di luce artificiale non schermata, sul monitor non devono riflettersi sorgenti luminose.

La direzione ottimale dello sguardo di chi lavora al computer è quella parallela alle finestre. Le finestre inoltre devono essere dotate di copertura regolabile per attenuare, se necessario, un eccesso di luce diurna.

  • Un eccessivo affaticamento visivo quando si lavora al computer in chi porta gli occhiali può essere talvolta la spia che le lenti non sono più corrette con la ottimale gradazione adeguata. Altresì può essere indicato in chi passa molte ore al videoterminale indossare occhiali dedicati per computer che filtrano gli UV e la luce blu-viola.

  • Tenere una distanza di circa 40 centimetri dal testo quando si legge. Quando si scrive, inoltre reggere la penna a circa due centimetri dalla punta, in modo da vederla senza dover muovere di lato la testa o il corpo.

  • Alla scrivania sedersi con la schiena ben dritta e le spalle indietro. In questa posizione anche la testa mantiene una corretta posizione e di conseguenza gli occhi compiono movimenti coordinati dello sguardo senza affaticare i muscoli oculari.

  • Quando si guarda la televisione, sedersi a una distanza pari a sette volte l’ampiezza dello schermo. È bene anche accendere una luce soffusa nella stanza ma che sia indiretta per evitare riflessi sullo schermo.

  • Proteggere sempre gli occhi dal sole. È assolutamente consigliabile indossare lenti filtranti che assorbano i raggi ultravioletti (UVA e UVB), la componente viola-blu della luce visibile e riducano l’intensità della luminosità. Per un acquisto oculato accertarsi che l’occhiale da sole porti il marchio CE e la dicitura 100% UV.

E’ importante seguire un’alimentazione completa che comprenda quotidianamente almeno cinque porzioni tra frutta e verdure ( specie quelle ricche in carotenoidi come cavoli, broccoli, spinaci, peperoni, pomodori, carote), in modo da nutrire adeguatamente le strutture oculari con vitamnie e sali minerali. La nostra dieta mediterranea ed un corretto stile di vita (movimento, alimentazione, no alcool,no fumo) sono presupposti ideali per mantenere al meglio i nostri preziosi occhi.

L’Occhio

Com’è fatto il nostro occhio

L’occhio si compone di una serie di strutture che lo rendono molto simile a una sofisticatissima macchina fotografica. È infatti costituito da due “lenti” (cornea e cristallino) che permettono di mettere a fuoco e proiettare le immagini su un “sensore” ultra sensibile chiamato retina, capace di convertirle in impulsi elettrici trasmessi tramite il nervo ottico al cervello. Qui gli impulsi ricevuti vengono “processati” e trasformati in immagini. Ma descriviamo meglio le varie membrane e strutture che compongono il bulbo oculare.

La prima che incontriamo osservando l’occhio esternamente è la sclera, cioè la parte bianca che rappresenta una specie di guscio protettivo di rivestimento. La sclera è ricoperta nella sua parte anteriore da una membrana trasparente ed elastica detta “congiuntiva”, che si estende a ricoprire anche la parte interna della palpebra.
Al centro dell’occhio, anteriormente, la sclera lascia il posto a una finestra, quasi un oblò trasparente che prende il nome di cornea.
Questa struttura convessa è la lente più potente di tutto l’occhio. Dietro la cornea troviamo un ambiente liquido, l’umor acqueo, importante perché è quello che condiziona la pressione all’interno dell’occhio. Attraversato questo spazio liquido, si raggiunge l’iride, la parte “colorata” degli occhi, che delimita al centro un foro chiamato pupilla. Attraverso la pupilla passano i raggi luminosi per raggiungere le parti più interne dell’occhio. Riprendendo l’analogia con la macchia fotografica, la pupilla si comporta come un diaframma: si restringe e si allarga automaticamente a seconda delle condizioni luminose permettendo così di regolare la quantità di luce che penetra nell’occhio. Dietro l’iride si trova il cristallino, un’altra lente (questa volta biconvessa), che ha la funzione di mettere a fuoco le immagini sulla retina. Dietro il cristallino, all’interno del bulbo oculare si trova una sostanza gelatinosa e trasparente chiamata umor vitreo che, oltre a lasciar passare la luce, da forma e consistenza a tutto il globo oculare.

La superficie interna del bulbo oculare è rivestita dalla coroide, un tessuto ricco di vasi sanguigni sulla quale si stende una membrana molto sottile chiamata retina. Questa è la struttura più importante e più preziosa dell’occhio perché è deputata alla ricezione degli stimoli luminosi e alla loro trasformazione in segnali nervosi che tramite il nervo ottico vengono poi trasmessi al cervello.
La retina presenta una zona centrale detta macula, la parte più sensibile dove avviene la messa a fuoco delle immagini e una zona periferica deputata alla visione dell’ambiente circostante. In sostanza, la retina è l’equivalente della pellicola di una macchina fotografica che viene impressionata dall’immagine osservata e, attraverso il collegamento con un cavo (il nervo ottico, formato dal prolungamento di alcune cellule della retina dette ganglionari), consente di trasmettere l’immagine al cervello (dove viene “sviluppata”).

Sezione dell’occhio

DECIMI E DIOTTRIE
(c’è sempre molta confusione)

L’acuità visiva di una persona si misura in decimi. Più esattamente se seduti ad una certa distanza dall’ottotipo (così si chiama il tabellone per l’esame visivo) riuscite a leggere dieci righe, avete dieci decimi di capacità visiva, se ne leggete sei avete sei decimi e così via.
Non è eccezionale una vista di undici o dodici decimi, in quanto dieci decimi, pur essendo una buona acuità visiva, non è la capacità massima per il nostro occhio.
Vi sono, infatti, persone dotate di un’ottima vista che riescono a vedere appunto quindici o addirittura venti decimi.
I decimi quindi, indicano la quantità di vista dell’occhio.
La diottria invece è la potenza della lente che, anteposta all’occhio, ci permette di ottenere una capacità visiva di dieci decimi.
Sarebbe allora spontaneo pensare “tanti decimi in meno, tante diottrie in più”.
In realtà una persona con una miopia modesta che vede senza occhiali tre decimi, in genere necessita di una lente leggera, anche di una sola diottria, per raggiungere una vista di dieci decimi. Per contro un paziente con astigmatismo elevato che vede senza occhiali cinque righe
dell’ottotipo (5/10), può necessitare di una lente correttiva anche di tre diottrie per correggere il suo difetto e raggiungere i dieci decimi.
Infine, si può avere il caso di una persona con acuità visiva di soli uno o due decimi, a seguito di una malattia dell’occhio, che con una lente correttiva sarà in grado di migliorare solo di pochi decimi la propria vista. Le diottrie cioè indicano la potenza della lente da anteporre davanti all’occhio, per permettergli di sfruttare al meglio la sua capacità visiva.

Le parti dell’occhio

 

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